venerdì 24 aprile 2015

Ambienti sospetti di inquinamento: utilizzabili anche i lavoratori intermittenti

Il Ministero del lavoro ha precisato che si può ricorrere al lavoro intermittente, meglio conosciuto come lavoro a chiamata o job on call, anche nelle attività di soccorso e recupero nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati.

Si tratta, sostanzialmente, delle attività di Custodi, Guardiani diurni e notturni, guardie daziarie, Portinai, uscieri e inservienti, Camerieri, personale di servizio e di cucina negli alberghi, trattorie, esercizi pubblici in genere, Pesatori, magazzinieri, dispensieri ed aiuti, personale addetto alla estinzione degli incendi ecc..

Secondo il ministero del lavoro interpellato, non sussiste alcuna preclusione in ordine alla possibilità di attivare rapporti di lavoro di natura intermittente ai fini dello svolgimento di attività in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, fermo restando il rispetto delle altre condizioni di legge e requisiti previsti. 

In particolare, tra i requisiti necessari per l’esercizio della predetta attività è richiesta la "presenza di personale, in percentuale non inferiore al 30% della forza lavoro, con esperienza almeno triennale relativa a lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, assunta con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato ovvero anche con altre tipologie contrattuali o di appalto".

In tale seconda ipotesi – personale assunto con altre tipologie contrattuali o di appalto – si rende necessario effettuare la preventiva certificazione dei relativi contratti.